La ricevuta per l’affitto turistico cos’è e come compilarla

La ricevuta per l’affitto turistico cos’è e come compilarla Welcomeasy

La ricevuta per l’affitto turistico non è sempre obbligatoria, ma il nostro consiglio è quello di emetterla comunque, anche per semplificare la rendicontazione delle entrate derivate dagli affitti brevi in sede di dichiarazione dei redditi. Vediamo insieme tutto quello che c’è da sapere sulla ricevuta per l’affitto turistico.

Ricevuta per l’affitto turistico: non è una fattura

Partiamo subito con il sottolineare che la ricevuta per l’affitto turistico non è una fattura. Possiamo emetterla anche se non abbiamo una partita IVA, perché la nostra attività non è di tipo professionale. E possiamo consegnarla a chiunque, privati cittadini compresi.

Dobbiamo invece emettere fattura se la nostra è una attività di tipo professionale e ci stiamo rivolgendo a un cliente con partita IVA (generalmente professionisti e aziende).

La ricevuta per l’affitto turistico non è una fattura

La legge italiana prevede che, in caso di locazione breve con finalità turistica, come da D.L. n. 50/2017, non ci sia obbligo di apertura della partita IVA. Di conseguenza non si è soggetti a registrazione presso l’Agenzia delle Entrate e non bisogna rilasciare fattura. Questo avviene nel caso in cui non si eccedano i 30 giorni di affitto nell’arco dell’anno solare allo stesso cliente e l’attività si limiti alla prestazione dei soli servizi accessori di pulizia dei locali e fornitura di biancheria.

Affitto turistico in forma imprenditoriale

Quando però prestiamo servizi aggiuntivi diversi, come ad esempio il noleggio delle biciclette o l’offerta di visite guidate, affittiamo per periodi superiori a 30 giorni o siamo proprietari di un numero maggiore di quattro case vacanze, le regole cambiano. Per capire come muoversi in questi casi puoi leggere i nostri approfondimenti su tasse e contratti.

Attenzione: se le nostra attività di affittuari si configura come imprenditoriale dobbiamo sempre emettere fattura ai titolari di partita IVA e ricevuta a tutti gli altri.

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La ricevuta per l’affitto turistico, perché serve

Abbiamo una semplice attività di Locazione turistica senza partita IVA? Ufficialmente non abbiamo neppure l’obbligo di emettere ricevuta. Se però il cliente pretende la ricevuta, non possiamo tirarci indietro: dobbiamo essere preparati, come prevede l’articolo 22, comma 6 del DPR n. 633/72.

Facciamo una premessa: spesso i turisti chiedono una fattura ma quello che vogliono in realtà è una ricevuta fiscale, più che sufficiente per eventuali rimborsi, ad esempio nel caso di viaggi di lavoro. 

Spesso i turisti chiedono una fattura ma quello che vogliono è una ricevuta fiscale

Ricevute: già pronte o fai da te

Possiamo acquistare un qualsiasi blocco di ricevute per affitto turistico nelle cartolerie specializzate, nei negozi di valori bollati e anche sui principali e-commerce. 

In alternativa, possiamo creare da soli il nostro modello personalizzato di ricevuta per l’affitto turistico, usando il computer e un qualsiasi programma di scrittura, come Word. Meglio ancora: possiamo creare un pdf editabile, in modo che la nostra ricevuta abbia un aspetto più professionale.

In questo modo, oltre a risparmiare soldi, risparmieremo tempo, perché nel modulo creato su misura per la nostra attività metteremo già tutti i nostri dati, senza bisogno di riscriverli ogni volta.

Il nostro consiglio è quello di emettere sempre la ricevuta in duplice copia, così da conservarne una per tenere traccia di quelle emesse e della loro numerazione. Ma anche per usare le ricevute come documenti contabili all’atto della dichiarazione dei redditi.

Possiamo creare da soli il nostro modello personalizzato di ricevuta per l’affitto turistico

Per chi usa un intermediario

Airbnb, Booking.com e le altre OTA (Online Travel Agency) consentono di scaricare un riepilogo annuale delle rendite guadagnate dagli affitti brevi tramite i loro siti. A questi importi dovremo aggiungere quelli delle ricevute emesse direttamente, senza usare nessuna OTA. 

Attenzione a non contare due volte la stessa entrata se decidiamo di emettere la ricevuta per l’affitto turistico anche quando ci avvaliamo dei servizi delle Agenzie Turistiche Online.

Attenzione a non contare due volte la stessa entrata quando usiamo le OTA

Come compilare una ricevuta di affitto?

Sulla ricevuta dobbiamo scrivere la cifra pattuita al lordo delle tasse e delle eventuali percentuali di intermediazione trattenute da Airbnb, Booking.com e simili. Ecco tutti i dati che non devono mai mancare:

  • la data e il numero delle ricevuta (la numerazione riparte da zero ogni anno)
  • i nostri dati anagrafici completi (nome, cognome, indirizzo di residenza e codice fiscale)
  • i dati dell’ospite (nome, cognome, indirizzo e codice fiscale)
  • le date del soggiorno
  • la causale (affitto turistico breve) della transazione e la località dell’affitto (non è obbligatoria ma meglio inserirla, soprattutto se affittiamo più immobili)
  • il totale da chiedere al turista compreso l’importo dell’eventuale marca da bollo
  • la nostra firma

Quando la marca da bollo è obbligatoria

Se l’importo lordo dell’affitto supera i 77,47 euro dobbiamo apporre alla copia originale della ricevuta una marca da bollo da 2 euroCome affittuari siamo obbligati ad applicare la marca da bollo sulla ricevuta ma è l’ospite che ci deve rifondere dei 2 euro previsti per legge. Possiamo acquistare le marche da bollo in qualsiasi  rivendita di valori bollati, cioè in qualsiasi tabaccheria. Queste marche sono contrassegnate da un numero progressivo e dalla data del giorno di stampa.

Attenzione: le marche da bollo applicate alla ricevuta possono avere data precedente a quella del documento, anche di parecchi mesi, ma non successiva. Ecco perché è meglio acquistare un po’ di marche da bollo in anticipo, così da non rischiare di rimanere senza al momento del bisogno.

Come affittuari siamo obbligati ad applicare la marca da bollo sulla ricevuta

Se dimentichiamo di comprare per tempo le marche da bollo e applichiamo la marca con data successiva a quella della ricevuta per l’affitto turistico, rischiamo una sanzione amministrativa da una a cinque volte l’importo della marca (quindi un massimo di 12 euro per ogni errore). Dopo tre anni dall’emissione della ricevuta, però, la sanzione non è più esigibile.

Sulla copia della ricevuta non serve mettere un’altra marca da bollo, basta scrivere “marca da bollo assolta sull’originale in possesso di (nome del turista)”, aggiungere il numero del valore bollato e siglare la dicitura con le nostre iniziali.

Ogni tipo di ricevuta va bene

In commercio si trovano ricevute impaginate in modo anche molto diverso tra loro, con le varie informazioni previste scritte in posti e in modi differenti. Non importa: se le informazioni essenziali ci sono tutte qualsiasi ricevuta va bene.

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